Sono Nicola Foletti,                                                                                       NICOLAico

14 giorni prima che io nascessi terminò la trasmissione di Carosello.  Questo in effetti avrebbe potuto darmi l'impressione di essere arrivato un secondo troppo tardi e segnarmi per tutta la vita.

Per fortuna è altrettanto vero che 16 giorni dopo la mia nascita ebbero ufficialmente inizio le trasmissioni a colori della Rai facendo sì che mi ritrovassi in prima fila in uno dei momenti di svolta della comunicazione del nostro paese. 

il 1977 è stato un anno complicato, caratterizzato da scontri e tensioni anche nella mia bella Bologna, solitamente conosciuta per la sua calda accoglienza e bellezza del vivere quotidiano. Anche questo era un segnale: il mio orizzonte, evidentemente limitato alla stretta sfera famigliare, mi mise subito di fronte a terribili prove: terzo figlio di tre, con due sorelle maggiori.

Mi sono ritrovato immediatamente costretto a ricoprire contemporaneamente i ruoli di Principino Coccolato della Casa e Capro Espiatorio delle amate, profondamente amate, sorelle. Ho dovuto quindi affinare subito le migliori arti di comunicazione per sopravvivere.

Interpretare i silenzi carichi di significato, i mutamenti improvvisi degli umori, il significato negativo del si e quello positivo del no, è diventato un esercizio quotidiano.  Comprendere e rispettare la sofferenza della perenne dieta, del frustrante obiettivo quasi sempre irraggiungibile della prova costume (a febbraio) è stata la mia palestra di gioventù. La tavola costellata di bandierine sulle porzioni pesate di pane ad indicarne la legittima famelica proprietaria, il campo di battaglia.

La comunicazione e il sostegno empatico sono sempre state il centro del mio interesse: mi piacciono le persone, i loro progetti le loro storie. Fin da piccolo.

Per esempio durante gli otto anni di pratica agonistica di ginnastica artistica, per quanto io fossi diventato troppo alto troppo velocemente per poter essere uno di quelli bravi, sono sempre stato apprezzato. Non tanto per le discutibili doti atletiche ma per quelle relazionali: è probabile che io abbia contribuito al successo della squadra più con la capacità di sostenere i compagni e tenerli uniti che con il punteggio ottenuto personalmente nelle competizioni. A me piaceva la squadra.

E mi è piaciuto fare tante esperienze diverse in questi ultimi 22 anni di lavoro: dall'officina di motociclette, all'agente rappresentante di accessori e ricambi, titolare di un negozio di moto, responsabile commerciale per il nord e centro Italia di un geniale artigiano nel settore della trasformazione alimentare. E poi, inspiegabilmente, impiegato di banca.

E' stata mia sorella Gioia  nel 2006 a decidere che a 29 anni era venuto il momento per me di diventare stanziale, ma si sa, chi nasce tondo non può morir quadrato. E' per questo che dopo una rapida carriera in banca, da cassiere a gestore in soli 6 anni, ho deciso che il modello di servizio delle banche non rispecchiava i miei valori e la mia necessità di  fornire un servizio di consulenza ad elevato livello di competenza ma, contemporaneamente, anche di empatia, ascolto e condivisione.

Diventare Consulente Finanziario è stata la quadratura del cerchio.
Decidere di concentrare la mia attenzione sulle famiglie e le loro necessità, è stata una scelta naturale. Ho amato la mia famiglia di origine tanto quanto amo quella costruita con mia moglie e i nostri due infaticabili, inesauribili, interminabili figli. 

Oggi posso assistere famiglie e risparmiatori in tutta Italia, valutando e costruendo con loro la pianificazione delle risorse mobiliari, immobiliari, aziendali e reddituali con l'unico obiettivo di aiutarli a realizzare i loro obiettivi di vita.

E' così che si vincono le gare, si sale sul podio e si contempla il buon lavoro che si è fatto: con un intenso lavoro di squadra, in cui ognuno porta le proprie competenze e le sue capacità di ascoltare e comprendere i compagni di viaggio.

Questo per me è il senso della consulenza finanziaria, questo è il mio lavoro.


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